Wine News24 luglio 2017

Andare in Cina via terra: la via del vino su rotaia, parte da Duisburg e arriva a Yiwu, in meno tempo e maggior rispetto della qualità. La speranza, dopo l'accordo tra Vinitaly International e Ningxia Wine Bureau, è che sul treno salga anche l'Italia

Più che "Via della Seta", "via del vino", perché oggi è il nettare di Bacco ad aprire e percorrere le rotte commerciali che uniscono Europa e Cina. Pechino, infatti, è la meta a cui guardano tutti i grandi produttori enoici del mondo, Italia compresa, nella speranza che il Dragone confermi le prospettive di crescita previste praticamente da ogni analista. Su cui ha puntato forte anche JF HillebRand, spedizioniere internazionale su rotaia che ha deciso di puntare forte su vino ed altri alcolici, insieme a Groupe InterRail, operatore di treni container tra l'Europa e l'Asia, convinti che il futuro del trasporto di vino sia su rotaia, non via nave. Via terra, infatti, si garantisce maggiore integrità al prodotto, con sbalzi termici decisamente inferiori a quelli patiti dai container che prendono la via del mare, ed anche i tempi si accorciano sensibilmente. --BANNER--La tratta è quella che collega Duisburg, in Germania, a Yiwu, in Cina: 11.400 chilometri, macinati in appena 28 giorni, 8 in meno di quanto ci sarebbe voluto via mare, attraverso sei Paesi.
La speranza, ovviamente, è che possa diventare una strada da battere assiduamente anche per il vino italiano, ancora indietro nel grande mercato cinese, dove nel 2016 il fatturato ha toccato i 114 milioni di dollari, in crescita enorme sul 2015 (+39,17%), ma lontanissimo dai 965 milioni di dollari della Francia, primo esportatore enoico del Dragone. Quello che manca, probabilmente, è un balzo in avanti importante nella comunicazione delle produzioni tricolore, tutt'altro che semplice in un Paese tanto grande.
Un aiuto importante potrebbe arrivare dalla partnership stretta tra Vinitaly International ed il Ningxia Wine Bureau, l'organismo ufficiale dei produttori enoici della regione nord occidentale di Cina, chiamata anche "Bordeaux cinese", nata dall'incontro del Wine2Digital di Verona, che hanno deciso di promuovere insieme i vini italiani di alta qualità, sviluppando anche corsi di formazione sul vino italiano.
"Siamo estremamente onorati di rafforzare il nostro rapporto con Vinitaly International - ha detto Jianjun Feng, vice direttore generale del Ningxia Wine Bureau al magazine Uk "The Drinks Business" (www.thedrinksbusiness.com) - che dimostrato un impegno continuo non solo per il mercato cinese, ma anche per abbracciare i produttori di vino della Cina. Avremo molte occasioni per lavorare insieme, specialmente per elevare il livello dell'educazione al vino italiano e far conoscere sempre più vini italiani di alta qualità".