Wine News04 agosto 2017

Incertezza in vigna per la vendemmia 2017, ma dai mercati sembrano arrivare certezze: export a +4,7% nei primi 4 mesi dell'anno, sul 2016 da record. Così Coldiretti su dati Istat. "Nonostante il calo stimato, Italia ancora produttore n. 1 al mondo"

In quadro di vendemmia più incerto che mai in Italia, con i primi grappoli già tagliati in qualche zona del Belpaese, dalla Franciacorta alla Sicilia, passando per la Sardegna, almeno una buona notizia sembra arrivare per il vino tricolore: secondo la Coldiretti, le esportazioni sono cresciute del 4,7%, nei primi 4 mesi del 2017 sullo stesso periodo del 2016 (dati Istat), quando sono stati superati, per la prima volta, i 5,6 miliardi di euro, record storico, seppur imputabile alla sola crescita degli spumanti e del Prosecco in particolare, che hanno compensato il leggero arretramento dei vini fermi. Dati annunciati, oggi, per il taglio dei primi grappoli tra i filari di Faccoli, a Coccaglio, in Franciacorta.
"Si tratta di una ottima premessa alla vendemmia 2017 che - ricorda la Coldiretti - interessa 650.000 ettari di vigne, dei quali ben 480.000 Docg, Doc e Igt e oltre 200.000 aziende vitivinicole. In Italia se non ci saranno sconvolgimenti si prevede che la produzione Made in Italy sarà destinata per oltre il 40% - precisa la Coldiretti - ai 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc) e ai 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), il 30% ai 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30% a vini da tavola".
Con l'inizio della vendemmia in Italia, ricorda l'organizzazione agricola, si attiva un motore economico che genera oltre 10,5 miliardi di fatturato solo dalla vendita del vino e che da opportunità di lavoro nella filiera a 1,3 milioni di persone, anche se quest'anno vanno segnalate difficoltà determinate dall'abrogazione dei voucher con i ritardi burocratici nell'avvio dei nuovi strumenti che rischiano di impedire a pensionati, studenti e percettori di integrazioni al reddito di partecipare al rito della raccolta. Dopo dieci anni si tratta della prima vendemmia senza voucher che - ricorda la Coldiretti - sono nati proprio per agevolare le operazioni di raccolta delle uve nel 2008".
La ricaduta occupazionale riguarda sia per le persone impegnate direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, sia per quelle impiegate in attività connesse e di servizio. Secondo una ricerca di Coldiretti, per ogni grappolo di uva raccolta si attivano ben diciotto settori di lavoro dall'industria di trasformazione al commercio, dal vetro per bicchieri e bottiglie alla lavorazione del sughero per tappi, continuando con trasporti, accessori, enoturismo, cosmetica, bioenergie e molto altro.
Intanto, sebbene da più parti si predichi prudenza nel fornire cifre e stime, per una annata di difficilissima lettura, come testimoniano a WineNews gli enologi top del Belpaese (https://goo.gl/r5pSR8), secondo Coldiretti "si prevede una produzione 2017 complessivamente in calo tra il 10 e il 15% rispetto ai 51,6 milioni di ettolitri del 2016. Una vendemmia che per effetto del caldo e della siccità si classifica come la più precoce dell'ultimo decennio con un anticipo di circa dieci giorni rispetto allo scorso anno. A determinare il calo della produzione è stato - sottolinea la Coldiretti il bizzarro andamento climatico con un inverno asciutto e più mite, un precoce germogliamento della vite che ha favorito danni da gelate tardive ma anche siccità persistente e episodi localizzati di grandinate. Molto dipenderà dai mesi di agosto e settembre ma - continua la Coldiretti - le condizioni attuali fanno ben sperare per una annata di buona/ottima qualità, in particolare per i vigneti che hanno subito meno le carenze idriche o dove gli agricoltori sono riusciti ad intervenire con irrigazioni di soccorso. Lo stato fitosanitario - precisa la Coldiretti - si presenta complessivamente buono, il clima asciutto non ha favorito lo sviluppo di fitopatie e la gradazione zuccherina sarà in media più elevata".
In Italia la vendemmia parte tradizionalmente con le uve pinot e chardonnay in un percorso che - precisa la Coldiretti - proseguirà a settembre ed ottobre con la raccolta delle grandi uve rosse autoctone Sangiovese, Montepulciano, Nebbiolo e che si concluderà addirittura a novembre con le uve di Aglianico e Nerello. Le stime della Coldiretti dunque saranno progressivamente definite perché molto dipenderà dall'andamento climatico delle settimane precedenti la raccolta.
"L'anticipo di raccolta - sottolinea ancora l'organizzazione agricola - riguarda praticamente tutte le principali etichette ma la situazione produttiva è variegata lungo la Penisola, con un calo del 30% in Franciacorta, mentre a causa della lunga siccità la produzione del Chianti e di altre denominazioni toscane potrebbe registrare un calo della produzione del 20-30%. Dal punto di vista quantitativo, l'Italia conquisterà, quest'anno, il primato produttivo rispetto alla Francia dove - conclude la Coldiretti - le prime stime per il 2017 danno una produzione in forte calo sul 2016, per un totale stimato attualmente tra i 36-37 milioni di ettolitri a causa delle gelate tardive. E non va meglio neanche in Spagna, dove a ridurre la produzione oltre ad alcune zone colpite dalle gelate tardive è la siccità che sta mettendo a dura prova i viticoltori".