Wine News24 agosto 2017

Sempre più vip, italiani e non, da semplici winelovers diventano veri vigneron. Ma i consumatori sono influenzati dal nome di chi produce? Secondo un sondaggio di Wine Spectator no, è il vino che conta

La cultura pop ha tra le basi quella di portare tra il popolo ciò che (ormai) anticamente era destinato solo agli ambienti d'élite: questo è il momento del vino. Il nettare degli dei non è più solo affare di sommelier, produttori e intenditori qualificati ma è ai winelovers che le aziende molto spesso si rivolgono. Persone che tra gli hobby hanno quello di amare il vino, che non necessariamente sono specializzati nella degustazione. E, ovviamente, tra i molti winelovers ci sono le star, i vip: sempre più attori e personaggi dello star system, italiani e non, decidono di investire nella produzione di vino. Che tutto questo interesse delle star verso il mondo enoico sia una tattica di marketing per vendere più vino? Se lo è chiesto "Wine Spectator" (www.winespectator.com), o meglio lo ha chiesto ai suoi lettori.
E, a quanto pare, la maggior parte dei votanti (il 50%) pensa che l'importante sia che il vino sia buono, non importa cosa c'è scritto sull'etichetta. Solo il 4% acquisterebbe vino solamente per il nome di chi lo produce. Il restante 46% si divide tra chi pensa che i vip dovrebbero "occuparsi di quello che sanno fare meglio, e lasciare il vino ai professionisti" (28%) e chi pensa che sia una cosa carina, ma solo se la star è personalmente coinvolta nel processo di produzione (18%).