Wine News22 agosto 2017

Vendemmia 2017 tra le più scarse degli ultimi 60 anni in Italia: 41,1 milioni di ettolitri stimati, -24% sul 2016. E se persiste ancora la siccità, il quadro potrebbe peggiorare. A dirlo le prime stime firmate da Assoenologi

Quello che è certo, è che la produzione di vino 2017 sarà scarsa, una delle più scarse di sempre, con appena 41,1 milioni di ettolitri, il 24% in meno del 2016 (54,1 milioni di ettolitri di vino e mosto, dati Istat). La speranza è che, nonostante le gelate di inizio primavera ed il gran caldo e la siccità in estate, che quanto meno hanno evitato problemi sanitari come marciumi e muffe, il prodotto, grazie al lavoro delle cantine del Belpaese, sia comunque di buona qualità. È il quadro generale che emerge dalle prime stime firmate da Assoenologi (https://goo.gl/e6cSbG), che sottolinea come la raccolta in atto sia una delle 6 vendemmie più scarse degli ultimi 60 anni (nel 1947, 36,4 milioni di ettolitri, nel 1948 40,4, nel 1949 e 1950 41, e nel 2012 41,1 milioni di ettolitri).
--BANNER--"A memoria d'uomo non si ricorda una stagione come quella in corso - sottolinea l'organizzazione guidata da Riccardo Cotarella - dove gli eventi climatici si sono accaniti con un'inusuale ed eccezionale portata. Ad aprile un'ondata di gelo ha attraversato la Francia, la Spagna e tutto il nostro Paese, "bruciando" molti germogli ormai già ben sviluppati, e quindi, purtroppo, non più in grado di fruttificare. Un lungo periodo di siccità, fatte salve alcune regioni del Nord, che ancora persiste, ha messo a dura prova i vigneti del Centro-Sud Italia che hanno dovuto subire anche una straordinaria ondata di caldo, che ha coinvolto anche il Nord, iniziata sin da maggio, raggiungendo il suo apice nei mesi di luglio ed agosto, tanto che la colonnina del termometro ha fatto spesso registrare valori al di sopra dei 40°C. I vigneti del Nord hanno invece potuto beneficiare, durante i mesi di luglio ed agosto, di provvidenziali piogge anche se spesso sono state accompagnate da forti grandinate che, in alcuni casi, hanno compromesso la produzione in diversi areali.Fortunatamente si riscontrano anche delle zone che non hanno avuto problemi, grazie a qualche pioggia estiva e soprattutto all'oculata e scientifica gestione dei vigneti, o all'eventuale disponibilità di acqua da irrigazione e alla naturale resistenza a questo clima estremo di alcune cultivar specialmente indigene. Soprattutto, ciò che consentirà di ottenere in alcuni siti produttivi quantità e qualità buone se non ottime è la nostra trasversalità territoriale e la nostra grande biodiversità unica al mondo".
Nel dettaglio delle singole Regioni, la più produttiva dovrebbe rimanere il Veneto con 8,6 milioni di ettolitri (-15% sul 2016), seguita dalla Puglia a 6,7 (ma -30%) e dall'Emilia Romagna con 6,2 milioni di ettolitri (-20%). Malissimo in quantità anche la Sicilia, con 3,9 milioni di ettolitri (-35%), e non va meglio all'Abruzzo con 2,7 milioni di ettolitri (-30%). Più contenuto il calo in Piemonte (-15%) a 2,16 milioni di ettolitri stimati, riduzione decisamente più marcata in Toscana (-30%), a 2,11 milioni di ettolitri. In Friuli Venezia Giulia il calo è stimato nel -15%, con una produzione prevista di 1,57 milioni di ettolitri, mentre Lazio e Umbria crollano di ben il -40%, con 1,36 milioni di ettolitri di vino stimati. A seguire c'è la Campania, unica Regione con il segno positivo (+5%) dopo la difficile vendemmia 2016, che dovrebbe produrre 1,35 milioni di ettolitri di vino e mosto. Produzione stimata poco sopra il milione di ettolitri per Lombardia (1,1, -25%) e Trentino Alto Adige (1,09, -10%), e ancora diminuzioni decise nelle Marche (-25%), che vanno verso i 710.000 ettolitri, e in Sardegna (-20%), a quota 640.000 ettolitri. Stimata complessivamente in 740.000 ettolitri, con una riduzione del -30%, la produzione di Valle d'Aosta, Liguria, Molise, Basilicata e Calabria.
Questo il quadro attuale che, però, sottolinea Assoenologi, potrebbe anche peggiorare. "Le nostre stime quantitative sono riferite alla situazione riscontrata dai colleghi enologi delle 17 sedi periferiche Assoenologi, tra la seconda e la terza settimana di agosto, vale a dire quando la quasi totalità dell'uva era ancora sulle piante. Purtroppo, visto il perdurare della siccità e delle alte temperature al Centro-Sud, non è da escludere che ci siano altre consistenti perdite nella produzione di uva. Entro fine agosto, Assoenologi comunicherà una stima dettagliata sulla produzione quali-quantitativa della campagna in corso riferita alle singole Regioni italiane".