I bianchi italiani che sfidano il tempo

Organizzatori

Speakers

Speaker - Mauro Cobelli
Mauro Cobelli
Speaker - Paolo Massobrio
Paolo Massobrio
I bianchi italiani che sfidano il tempo

evento ufficiale

I bianchi italiani che sfidano il tempo


Descrizione

Perché questa degustazione?

Da anni ormai i vini bianchi (grazie anche al boom degli spumanti, ma non solo) hanno superato a livello globale  i vini rossi in termini di consumo (dati UIV del 2024).

Le spiegazioni per questo fenomeno  sono più d’una: il vino bianco è più semplice da affrontare, ha (spesso) un grado alcolico ed un corpo inferiore al vino rosso, è più adatto agli odierni stili di vita che prediligono un’alimentazione leggera etc etc.

Nell’immaginario collettivo dei consumatori, ma anche di parte della critica, si ritiene che il vino bianco debba necessariamente essere bevuto giovane,  entro 1 o 2 anni dalla vendemmia, non credendo che abbia potenzialità di migliorare invecchiando: questo pensiero purtroppo è più radicato in Italia rispetto ad altri Paesi. Per chi si reca all’estero, ad esempio nei territori vocati ai grandi vini bianchi (soprattutto in Francia), è invece esperienza comune che nelle cantine si facciano assaggiare vini di molte annate, andando anche parecchio indietro nel tempo. E anche  nei ristoranti non è raro  trovare liste vini “profonde” (in termini di annate) anche per i vini bianchi.

Come si può modificare  questa convinzione  che di fatto rappresenta un pregiudizio? Solo con l’esperienza personale e diretta dell’assaggio del vino.

Obiettivo della nostra  degustazione sarà, per l’appunto, quello di sfatare questo luogo comune!

Vero è che  quando si pensa a un vino da invecchiamento, la mente corre subito ad un grande rosso (se italiano, Barolo, Barbaresco, Brunello di Montalcino, Amarone …).  Vero è anche che non tutti i vini bianchi hanno potenzialità d’invecchiamento notevole e che affinchè un bianco possa sfidare il tempo occorre principalmente  una combinazione ben congegnata di clima, terreno, vitigno e tecniche di produzione; in ogni caso,  solo un vino di ottima qualità già all’origine può ambire ad essere longevo.

Nel vasto  panorama internazionale  è possibile trovare ottimi esempi di vini bianchi da invecchiamento a base  Chardonnay, Chenin Blanc, Sauvignon Blanc, ma soprattutto Riesling, quest’ultimo considerato da molti il vitigno più adatto per produrre vini di elevato potenziale di evoluzione. 

E in Italia?

In Italia in realtà per molto tempo la maggioranza dei produttori ha mostrato di non credere nelle potenzialità evolutive dei vini bianchi, privilegiando del resto quello che maggiormente richiedeva  il mercato.

E pensare che, in aggiunta ai  vitigni internazionali (che anche da noi in alcune zone conseguono risultati eccellenti),  in Italia possiamo contare su vari vitigni autoctoni  che consentono la produzione di vini bianchi molto longevi (tra i  molti,  Verdicchio, Lugana, Soave, Trebbiano d’Abruzzo, Carricante , Vernaccia di San Gimignano, Biancolella).

Ma le cose stanno cambiando!

Sempre più, negli ultimi anni, la produzione di questi vini particolari sta aumentando,  dimostrando che i produttori iniziano ad avere una visione di prospettiva di evoluzione qualitativa nel tempo anche per i vini bianchi. In tal senso  basta guardare la lista dei vini partecipanti alle ultime due edizioni  (2024 e 2025) di OperaWine, l’evento di altissimo profilo organizzato da Veronafiere SpA in collaborazione con Wine Spectator, per rendersi conto di come i vini “attempati” trovino sempre più spazio.

L’esperienza dell’assaggio personale del vino, lo si ripete,  è la cosa principale e l’unico banco di prova per esprimere il proprio convincimento.  La nostra degustazione, che non ha certo la pretesa  di essere esaustiva, ma è solo l’inizio di un percorso,  prenderà in considerazione solo vini bianchi secchi, avendo i  vini dolci ed i vini spumanti  tecniche di produzione e caratteristiche, anche di invecchiamento, peculiari.

Assaggeremo insieme 8 vini provenienti da 8 regioni italiane (dall’Alto Adige alla Sicilia, un vero e proprio Giro d’Italia!), prodotti con  vitigni diversi (per la più parte autoctoni) e vedremo come il passare del tempo influisca  sulle caratteristiche organolettiche degli stessi,  dando vita a vini complessi, strutturati ed eleganti. Sarà anche interessante vedere come i produttori abbiano “giocato” sulle varie componenti che contribuiscono alla positiva evoluzione del vino nel tempo (terreno, vitigno, rese in vigna, uso del legno, affinamento sulle fecce, solo per citarne alcune).

Il tutto a conferma e  testimonianza di come l’inarrivabile patrimonio ampelografico italiano, unito al “saper fare” e all’arte dei vignaioli di casa nostra, possa far  ben figurare l’Italia a livello internazionale anche in questo particolare comparto, che merita di essere potenziato e meglio conosciuto.

Le prospettive per un’esperienza stimolante, originale e sorprendente ci sono tutte!

 

Lista vini

 

  1. La Scolca - Gavi dei Gavi Limited Edition 2019;
  2. Marisa Cuomo - Furore Bianco Fiorduva 2019;
  3. Umani Ronchi – Verdicchio dei Castelli di Jesi Vecchie Vigne 2018;
  4. Planeta – Eruzione 1614 Carricante 2018;
  5. Graziano Prà – Soave Classico Otto 2016;
  6. Montenidoli – Vernaccia di S. Gimignano Carato 2016;
  7. Cà Lojera – Lugana Riserva del Lupo 2015;
  8. Cantina di Terlano – Terlaner Nova Domus 2015

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