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13 luglio 2021

Vino e ristorazione, segnali di ottimismo per il consumo fuori casa

Che sia scelto à la carte o consigliato dal sommelier, il vino al ristorante non può mancare in tavola, anche post pandemia. Tuttavia, ci vorrà tempo per tornare ai livelli del 2019. È quanto emerso nel corso del webinar Ristorazione e Vino: una relazione di successo alla prova della “ripartenza” organizzato da Vinitaly e Fipe con la partecipazione de il Corriere Vinicolo che ha evidenziato i primi segnali di ottimismo per i consumi fuori casa a partire dalla ristorazione, legata a doppio filo al vino italiano di qualità.

Secondo le elaborazioni della Federazione dei pubblici esercizi su base Tradelab, le parziali riaperture anche serali di maggio hanno infatti fatto lievitare i consumi del +90% (a 4,1 miliardi di euro) sul mese precedente, con punte del +221% per il segmento dei ristoranti e del 375% per i locali dell'aperitivo. Ma, secondo il vicedirettore generale Fipe, Luciano Sbraga, la strada è ancora lunga: "i valori di maggio rimangono inferiori del 30% rispetto al pari periodo del 2019, e tra gli operatori permane la convinzione che i livelli pre-pandemici saranno raggiunti attorno al 2023. Detto questo - ha aggiunto Sbraga - l'85% dei gestori di bar e dei ristoranti è fiducioso che al termine della pandemia potrà tornare a svolgere la propria professione, anche se poco più della metà ritiene che il proprio lavoro sia ormai cambiato per sempre". E se il matching ristorazione/vino rialza la testa dopo le chiusure, il Covid ha comunque lasciato strascichi nello storico rapporto commerciale: oggi un grossista su quattro vuole essere saldato entro la consegna e di questi la fornitura più cospicua che richiede il pagamento immediato è proprio quella di vini e spumanti (59%). Secondo il responsabile dell'Osservatorio di Unione italiana vini (Uiv), Carlo Flamini, la stagione estiva si annuncia positiva per le vendite sul mercato italiano, ma il riaggancio sui valori pre-pandemici per il segmento horeca non è previsto per quest'anno. Nonostante l'incremento dell'on-trade sia stimato in risalita sul 2020 (+19%), il gap a fine anno rispetto al 2019 sarà ancora del -26%. Per Uiv, il settore della ristorazione è ancora gravato da circa mezzo miliardo di debiti nei confronti delle aziende vinicole fornitrici.

L'evento moderato da Giulio Somma de “Il Corriere Vinicolo”, alla cui tavola rotonda hanno partecipato produttori (Francesca Argiolas, Cantine Argiolas e Antonio Rallo, Donnafugata) e ristoratori (Lorenzo Lisi, Ristorante Da Pierluigi - Roma e Nadia Pasquali, Ristorante alla Borsa - Valeggio sul Mincio, Verona).è stato un momento di confronto per immaginare nuove modalità di collaborazione tra questi due mondi finalizzate alla valorizzazione del "made in Italy" e al rafforzamento delle relazioni di filiera.

 

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